European Rover Challenge è una competizione internazionale di robotica spaziale. Ciascun team in gara deve progettare e sviluppare la struttura e i sistemi di un rover, programmare il software – dalla gestione di motori e sensori alla creazione dell’algoritmo di path planning e computer vision – effettuare test di verifica delle prestazioni, analizzare il budget necessario ed esplorare nuove tecnologie e strategie per migliorare. Durante le finali i team mostrano le capacità del rover su un terreno simile a quello marziano.
Il Team Polimi
[R]overTech è un team composto da 65 studenti e studentesse dei corsi di Ingegneria Spaziale, Aerospaziale, Meccanica, Informatica, dell’Automazione e dei Materiali, con il prof. Mauro Massari come referente del progetto. Il gruppo di lavoro è suddiviso in quattro dipartimenti: Structures, Software, EEPS e Science. Nato nel 2023, partecipa per la prima volta alla European Rover Challenge nel 2024.
Recruiting
Il team organizza il recruiting due volte all’anno: a settembre/ottobre e a marzo.
Risultati
2024
- 34° posto overall
Conosciamo Rovertech
CHI FA PARTE DEL TEAM?
Il nostro team è composto da studenti del Politecnico di Milano iscritti a diversi corsi di laurea in ingegneria, sia triennale che magistrale, in particolare Ingegneria Aerospaziale, Meccanica, Automazione, Fisica e Ambientale.
Non dimentichiamo anche la parte di studenti iscritti ad ingegneria Informatica, che si occupano di tutta la parte di software, principale per l’automazione del prototipo rover.
QUANDO È STATO FONDATO IL TEAM E COME SI È EVOLUTO NEL TEMPO?
Il team Rovertech è stato fondato nel 2023 durante il nostro primo anno di triennale al Politecnico di Milano. Durante una lezione, ci stavamo un po' annoiando studiando tutti i concetti teorici e abbiamo capito che ci mancava la parte pratica. Abbiamo capito che dentro di noi sentivamo la voglia di fare qualcosa di pratico, applicando la teoria imparata in aula. Da allora ci siamo riuniti, abbiamo organizzato incontri di brainstorming con altri nostri compagni di corso cercando di capire cosa potesse accomunarci e da lì poi ci siamo costituiti come team del Rover, avendo visto che al Politecnico non c'era ancora un gruppo di studenti impegnati in questo tipo di competizione.
All’inizio eravamo molto inesperti sul tema della costruzione di un prototipo, quindi abbiamo attraversato nel tempo tanti cambiamenti ad esempio all'inizio avevamo un team con soli quattro dipartimenti di cui uno che si occupava di più aspetti contemporaneamente, ad esempio sia della parte di meccanica che di quella elettronica per quello che riguarda la struttura del braccio robotico. Andando avanti negli anni, abbiamo capito che la strada ideale era quella di separare gli ambiti e costituire un dipartimento di meccanica dedicato e poi tutta la parte elettronica e lasciare la parte di software a gestire i payload, mantenendo quindi una distinzione tra i vari dipartimenti. In questo modo non c’è sovrapposizione di ruoli e incarichi.
DA QUANTE PERSONE È COMPOSTO IL TEAM?
Attualmente il team Rovertech è composto da 62 persone. All’inizio siamo partiti in 2 e poi siamo diventati 17 il primo anno, adesso siamo finalmente 62 studenti divisi in 5 dipartimenti.
QUAL È LA PRINCIPALE ATTIVITÀ DEL TEAM E COME SI SVOLGE IL LAVORO DURANTE L’ANNO?
Come Team il nostro obiettivo principale è partecipare alla competizione European Rover Challenge: una competizione che si svolge ogni anno in Polonia e riunisce più di 120 università di tutto il mondo. Obiettivo dell’evento è costruire un rover simile a quelli che vanno su Marte, sulla Luna o su altri pianeti per l'esplorazione del suolo, questo prototipo deve essere totalmente autonomo. Una delle nostre settimane tipo si compone di una working session in cui tutti i dipartimenti si riuniscono per lavorare insieme, aggiornarsi e avere anche un lavoro dedicato tra payload propri, quindi non solo tra dipartimenti e compartimenti stagni. Poi abbiamo diversi incontri dei dipartimenti singoli che si trovano nel nostro laboratorio nel Campus Milano Bovisa. Organizziamo infine diverse riunioni tra noi capi per organizzare il team, le scadenze e quant'altro.
QUAL È IL SEGRETO CHE TIENE UNITO IL TEAM?
Diciamo che tenere insieme un team di 62 persone non è facile, soprattutto essendo studenti, quindi su questa cosa ci stiamo lavorando, però diciamo che quello che siamo riusciti a trovare in questi anni per tenere unito il team sia il fatto di creare dei momenti di lavoro che coinvolgano tutti i dipartimenti in modo tale da raggruppare tutti i membri del team in maniera attiva sul progetto. Diventa importante soprattutto la parte al di fuori del contesto universitario, quindi creare dei momenti di convivialità in cui ci si ritrova anche dopo le riunioni generali ad esempio andando a mangiare insieme, creando dei momenti per staccare dal lavoro, questo per noi è la chiave di una collaborazione efficace tra i vari dipartimenti e appunto le persone che vengono da diversi background.
Un’altra cosa importante è la comunicazione tra i dipartimenti, noi vogliamo che sia abbastanza veloce e che soprattutto in ambito tecnico non vada a usare termini fuori dal comune o complicati.
QUAL È LA CITTÀ PIÙ LONTANA IN CUI AVETE SVOLTO UNA COMPETIZIONE?
La European Rover Challenge si svolge ogni anno in Polonia a Cracovia.
CI SONO CURIOSITÀ O IMPREVISTI DIVERTENTI CHE RICORDATE?
Per il nostro primo prototipo avevamo realizzato grazie alla stampante 3d una ruota in materiale flessibile, non avendo esperienza sul comportamento di questo materiale, abbiamo fatto un design che era “minimal” cioè non era realista con il comportamento sul prototipo, non abbiamo sfruttato le potenzialità di questo materiale infatti la ruota, che avrebbe dovuto sopportare un peso di 15 kg, era si deformata già sotto il proprio peso. Quando ci siamo resi conto che non funzionava, l'abbiamo fermata a metà stampa e siamo passati subito a studiare la composizione di un’altra ruota.
Dopo alcuni tentativi siamo arrivati a un design funzionante che è quello che attualmente utilizziamo. La cosa bella è che avendo a disposizione alcune stampanti 3D, potendo fare prototipazione rapida, riusciamo a fare diversi tentativi e a provare anche diverse tecnologie per arrivare a una soluzione ottimale.
La soddisfazione più grande è vedere un qualcosa di realizzato partendo da una propria idea che ha preso una forma e che funziona dopo tutte le giornate passate a lavorarci sopra, superando tutti i problemi che ci sono stati durante la fase di progettazione e sviluppo.
QUALI SONO I PROSSIMI OBIETTIVI?
Sicuramente partecipare alla prossima European Rover Challenge che si terrà a settembre. Poi, guardando a un futuro più lontano, partecipare ad altre competizioni di rover, ad esempio la University Rover Challenge: una competizione organizzata negli Stati Uniti. Questo evento è ancora più internazionale, vi partecipano infatti università da tutto il mondo.
PERCHÉ ENTRARE A FAR PARTE DEL TEAM?
Sicuramente per il fatto di poter svolgere delle attività pratiche e avere un'esperienza, perché comunque abbiamo tanti aspetti che vengono coperti anche nel mondo lavorativo. Questo sicuramente è un motivo.
La soddisfazione di poter vedere un qualcosa di fisico, partito da un’idea dà proprio il senso di appagamento che non si otterrebbe in altro modo, anche se magari si prende un bellissimo voto a un esame non è la stessa cosa che vedere un qualcosa di concreto che funziona grazie ad una idea di partenza.
Importante anche il fatto di lavorare in un team internazionale con studenti provenienti da tutto il mondo, ci si apre molto a un confronto con persone che vengono da realtà totalmente diverse da quella cui siamo abituati noi e anche condividere il proprio un modo di lavorare.